3. Sul perché investire è meglio che accumulare soldi sul conto corrente (spoiler: la ricchezza non cresce nel cassetto) – seconda parte

Disclaimer: i contenuti hanno finalità informativa generale e non costituiscono raccomandazioni e/o consigli personalizzati. Investire comporta rischi di perdita.

7–10 minuti
  1. Introduzione
  2. Papà Stato e il suo vecchio amico Charles Ponzi
  3. L’INPS e il dolce far niente
  4. In conclusione, vuoi o no essere milionario?

Introduzione

Caro lettore, ben ritrovato! Dopo aver visto quanto sia importante evitare di rimanere passivi davanti a quel nemico silenzioso che chiamiamo inflazione, riprendiamo ora il discorso e rilanciamo. Sì perché lo so che ancora non ti ho convinto del tutto e nel migliore dei casi starai pensando: “ma si dai, forse settimana prossima, il primo giorno che ho un po’ più di tempo, cerco di capire come muovermi per iniziare ad investire qualcosa”. Vediamo allora di eliminare quel “forse”, dandoti un ulteriore motivazione per superare le ultime esitazioni e diventare padrone del tuo futuro finanziario.

Papà Stato e il suo vecchio amico Charles Ponzi

Quello di cui parleremo riguarda principalmente i miei concittadini italiani, che al contrario degli americani, ad esempio, sono abituati a riporre molte speranze su papà Stato; in particolare, per il sostentamento in età avanzata. L’idea di contare solo sulla pensione pubblica per il nostro futuro finanziario è praticamente la normalità. Da generazioni funziona così. Già quando eravamo bambini, sapevamo che, la lauta paghetta di 10 euro settimanali elargita dai nostri nonni, derivava la sua esistenza da un magico pagamento ricorrente che ricevevano ogni mese. Una sorta di paghetta formato XXL, guadagnata dopo decenni di duro lavoro. Anche per questo il nostro cervello interpreta questo schema come qualcosa di solido come una pietra, immutabile nel tempo. Di conseguenza non ci induce a preoccuparci o a riflettere se le cose stiano veramente così.

Come avrai intuito, arguto amico mio, la vera storia è ben diversa. E basta poco per rendersene conto. Per prima cosa, vediamo un po’ più nel dettaglio come funziona l’ente preposto in Italia all’erogazione delle pensioni; sto parlando dell’INPS chiaramente. In particolare, da dove vengono i soldi che chi è attualmente in pensione percepisce ogni mese? Come dici? Da una stampante pubblica? No sbagliato, provengono dai loro figli e dai loro nipoti. In poche parole, per semplificare al massimo, chi lavora e genera reddito oggi, attraverso il pagamento dei cd. “contributi”, crea la provvista pubblica necessaria al pagamento delle prestazioni previdenziali agli attuali pensionati.

Sembra incredibile, ma la dinamica, nella sua sostanza, non è molto dissimile dal famoso schema truffaldino Ponzi, congegnato da Charles Ponzi, un italiano che visse a cavallo tra 1800 e 1900. Anzi sembra in realtà che non fosse stato lui ad averlo inventato, ma fu senz’altro il primo ad averlo sfruttato in grande scala.

Ti faccio un esempio per farti comprendere come funziona. Ipotizziamo questo scenario: visto che, dopo aver letto la parte 1 dell’articolo, ormai sei diventato un diligente risparmiatore, hai accumulato 100.000 euro in Banca e ti decidi finalmente a investirli. Non sai bene a chi rivolgerti. Ti viene in mente che un tuo collega, tempo fa, durante uno dei suoi monologhi da pausa pranzo che recepisci con l’attenzione di un pesce rosso, ti aveva parlato di questo fantastico consulente a cui si era rivolto e che gli aveva fatto raggiungere risultati incredibili. Uno di quei personaggi geniali e fuori dal coro, non il classico dipendente di Banca costretto a rifilarti i soliti 4 noiosissimi e costosi prodotti finanziari. Decidi allora di contattarlo e fissi un appuntamento. Mr. Riccucci si presente puntualissimo con un look impeccabile e un sorriso a prova di Blanx. Ti fa un po’ di domande e poi ti spiega cosa potrebbe fare per te senza usare paroloni mirabolanti ma andando dritto al punto. Ti riferisce di avere una strategia di investimento da lui congegnata e collaudata in grado di farti guadagnare un 10% annuo; e non come valore medio. No no, proprio un 10% che si ripete matematicamente ogni anno senza fluttuazioni. Troppo bello per essere vero dirai? Bravo hai ragione, ma diciamo, per continuare la nostra storia, che un po’ confortato dall’esperienza vicina del tuo collega, un po’ convinto dall’ipnotica dentatura del consulente, gli affidi i tuoi risparmi.

Dopo un anno esatto dall’inizio del tuo investimento, decidi di ritirare i soldi per l’acquisto della prima casa. Ti aspetti così di ricevere 110.000 euro, ossia il capitale di 100.000 euro, oltre 10.000 euro di remunerazione. Passate 2 settimane senza aver visto nemmeno l’ombra di un centesimo, cominci ad agitarti e ricontatti frustrato il fantomatico consulente per sollecitarlo. Lui dopo averti calmato, ti assicura che i necessari passaggi burocratici sono stati sbrigati e che nel giro di un paio di giorni riavrai i tuoi soldi. In realtà, attualmente, sei l’unico cliente di Mr. Ricucci, che si sta dando un gran da fare per aumentare il suo giro d’affari promuovendo la sua infallibile strategia. Ma questa non è la cosa peggiore. Mr. Ricucci in questo tempo non ha mai investito il tuo capitale. Esatto, non ha mai fatto niente di produttivo con quei soldi, anzi, li ha parcheggiati in un conto dedicato. Non contento ha anche utilizzato 5.000 euro per esigenze personali. Come potrà mai restituirti i 110.000 euro che ti deve se attualmente ne ha solo 95.000?

Il nostro consulente truffaldino è un tipo fortunato e finalmente riesce a trovare il cliente numero due che gli affida 200.000 euro. Ecco che improvvisamente la cifra che ha per le mani sale a 295.000 euro e si trova così nella possibilità di pagarti i 110.000 euro che deve. Stai intuendo ora come funziona questa truffa? In buona sostanza, si promettono rendimenti invitanti per attirare sempre più clienti e, mano a mano che questi crescono, la cifra disponibile nella mani del truffatore aumenta. Lui però non esegue alcuna operazione finanziaria, li accumula utilizzandoli per scopi illeciti e per ripagare le uscite dei primi partecipanti. Chiaramente si tratta di un castello di carta che ha una data di scadenza. Quando nel tempo le fuoriuscite di clienti superano le nuove entrate o quando comunque il capitale accumulato viene prosciugato in altri modi, tutto salta per aria e molte persone perdono i propri soldi.

L’INPS e il dolce far niente

Dopo questa divagazione, torniamo al discorso principale. Anche all’interno dell’INPS non c’è nessuno che gestisce il denaro accumulato dai contribuenti all’interno del grande calderone dell’Istituto. Non si può contare su una remunerazione ulteriore rispetto all’importo dei versamenti di capitale eseguiti forzatamente nel corso del tempo. Si tratta insomma di un mero meccanismo di ripartizione per cui non c’è alcun generatore di valore nel mezzo.

Chiaramente però questo sistema non è una truffa destinata a implodere come accade con lo schema Ponzi. Il tutto è perfettamente legale ed è garantito da papà Stato che fino ad oggi, ricorrendo a riforme e manovre di bilancio, è sempre riuscito a sostenerlo. Fino ad oggi… Ora, non voglio fare l’uccello del malaugurio, ma è necessario domandarsi se questo sistema, per come lo conosciamo, possa durare ancora a lungo. Negli ultimi anni, sta subendo una serie di colpi non da poco. Tra l’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e una forza lavoro che fatica a crescere, le casse dell’INPS sono sempre più sotto pressione. In particolare, il problema nasce quando la popolazione anziana cresce a un ritmo molto più veloce di quella giovane. In parole povere, ci sono sempre meno lavoratori attivi che versano contributi e sempre più pensionati da sostenere. Ecco il risultato: il sistema è sotto stress e con il passare degli anni diventa sempre più difficile garantire pensioni adeguate.

Indovina quindi chi pagherà le conseguenze di tutto ciò nei prossimi decenni? Esatto, noi. Peraltro già se ne vedono gli effetti, infatti negli ultimi anni si sono susseguiti interventi legislativi che hanno reso la pensione pubblica sempre più lontana e, per molti, sempre meno generosa. Se confrontiamo le pensioni di oggi con quelle di una generazione fa vediamo che chi va in pensione ora prende spesso meno rispetto a chi si è ritirato dal lavoro venti o trent’anni prima (in proporzione al costo della vita, chiaramente). E questo trend non sembra destinato a migliorare. Il nostro debito pubblico, come quello di molte economie occidentali, è in costante aumento. Le pressioni per una sua riduzione sono giustamente sempre più grandi e strutturali, nella consapevolezza che un livello consistente e in continua crescita è insostenibile. Per cui è quantomeno improbabile che ci possano essere risorse per migliorare la situazione.

Insomma, anche senza voler far previsioni da astrologo, quello che possiamo affermare con certezza oggi è che affidare il nostro futuro solo alla previdenza pubblica non è decisamente una scelta intelligente!

In conclusione, vuoi o no essere milionario?

Prima di concludere, anche se sembra scontato, è importante sottolineare che un altro grande motivo per cui investire i tuoi soldi invece di lasciarli stagionare è ovviamente quello di farli crescere nel tempo sfruttando il potere dell’interesse composto. Ma di questo abbiamo già parlato nel dettaglio nell’articolo “Chi vuol essere milionario?” a cui quindi ti rimando.

Bisogna rendersi conto che nel nostro presente investire non è più solo un’opzione per chi ha soldi da buttare o per i magnati della finanza; è una necessità per chiunque voglia assicurarsi un futuro sereno. In un mondo dove l’inflazione è un problema crescente e la previdenza pubblica vacilla sotto il peso delle nuove sfide demografiche, lasciare i soldi fermi sul conto corrente è quantomeno una scelta poco intelligente. Investire, invece, significa prendere il timone della tua vita finanziaria, costruire una sicurezza in più per domani, sfruttando al meglio le opportunità che il tempo ti offre. Non aspettare che sia troppo tardi per piantare i semi del tuo futuro finanziario, comincia ora!

Stay tuned!

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