4. Azioni: business nelle tue mani – prima parte

Disclaimer: i contenuti hanno finalità informativa generale e non costituiscono raccomandazioni e/o consigli personalizzati. Investire comporta rischi di perdita.

11–17 minuti
  1. Introduzione: sempre caro mi fu… il mattone
  2. Sua maestà l’azione
  3. Un grattacielo fatto di Lego
  4. Identikit
  5. O la Borsa o la vita
  6. Nuovo o usato semestrale?
  7. Liquido è meglio
  8. Conclusione

Introduzione: sempre caro mi fu… il mattone

Dopo aver compreso negli articoli precedenti quanto sia fondamentale preoccuparci del nostro futuro finanziario e iniziare il prima possibile una potente cura a base di investimenti, inauguriamo ora una nuova serie dedicata alle diverse “medicine” che possiamo assumere a questo scopo: le svariate asset class disponibili sul mercato.

Asset che? Hai ragione, forse sono partito un po’ in quarta. Con questo intrigante inglesismo ci riferiamo ai diversi beni in cui, avendo disponibilità economiche, è possibile investire il nostro denaro. Non esiste un elenco tassativo inciso nella pietra; il ventaglio di opzioni è veramente infinito e in continuo cambiamento. Praticamente qualsiasi cosa suscettibile di valutazione economica è qualcosa in cui si potrebbe teoricamente investire.

Ma volendo semplificare, pensiamo per esempio agli immobili, che da sempre rappresentano non solo un tetto sotto cui vivere ma anche un’occasione per incrementare la nostra ricchezza. Molti investono in questo settore con l’obiettivo di ottenere una rendita dalle locazioni ad uso abitativo o di guadagnare da un acquisto con successiva rivendita. Senza dimenticare il trend esploso negli ultimi tempi: l’utilizzo crescente della formula degli affitti brevi a scopo turistico, soprattutto per seconde case in zone marittime o località di villeggiatura.

Sua maestà l’azione

Tralasciando per ora qualsiasi considerazione sull’opportunità di investire nel mattone, ti basti sapere che, così come si può investire in beni tangibili, è possibile farlo anche in entità essenzialmente astratte, espressione di organizzazioni funzionali di uomini e mezzi. Non preoccuparti, ora mi spiegherò meglio, e nel farlo inizierò col botto, parlando di una vera protagonista di questa categoria.

Come in ogni fiaba che si rispetti, infatti, anche nel magico mondo della finanza esiste una Regina. Dall’alto del suo imponente castello, veglia con austera fermezza sul regno, consapevole di ricoprire la posizione più alta nella struttura sociale. Forse intuisci a cosa mi riferisco? Hai mai sentito parlare di azione? Immagino di sì; d’altronde è un termine di uso comune in diversi ambiti, anche in quello sportivo ad esempio. Scommetto infatti che, appena letta questa parola, il tuo pensiero sia volato immediatamente alla fantastica azione da gol della tua squadra del cuore, ammirata con impagabile soddisfazione la domenica appena trascorsa.

Un grattacielo fatto di Lego

Chiaramente però stiamo parlando di ben altro. Per fartelo capire, utilizzerò una metafora. È un normalissimo mercoledì sera e dopo un’intensa giornata lavorativa, finalmente arrivi a casa. Apri la porta ritrovando il solito gioioso comitato d’accoglienza: la tua compagna, tuo figlio di 7 anni e l’ultima arrivata, la tua bambina di 2 mesi, giustamente impegnata a ricordare a tutto il vicinato la sua venuta al mondo. Ah, dimenticavo, ultimo ma non meno importante, il tuo affettuosissimo labrador di 8 anni, che, a dispetto dell’età, ha l’energia di un cucciolo di qualche mese.

Passato il consueto stordimento iniziale, sali al primo piano e, come prima cosa, ti cambi e ti metti comodo. Poi tiri una boccata d’ossigeno, raccogli le poche energie rimaste e ti addentri nuovamente nell’arena familiare, dove miracolosamente, tra un urlo e una tirata di braccio, riesci anche a mangiare qualcosa. Ma non è ancora finita. Qualche giorno fa era il compleanno del tuo primogenito e, tra i tanti regali, uno in particolare ha catturato la sua attenzione: un nuovissimo kit Lego per la costruzione di un grattacielo.

Ed è così che in un attimo, senza nemmeno che tu abbia il tempo di accorgertene, vieni nominato capo cantiere del progetto, con tanto di serratissima tabella di marcia da rispettare. Durante il duro lavoro spalla a spalla con il tuo unico (e insostituibile) operaio, arrivi al punto di accusare quasi dolore alle falangi a forza di incastrare mattoncini uno sull’altro. Ma, alimentato da uno spirito di sopravvivenza degno di Bear Grylls, non demordi fino a che, qualche ora dopo, quasi incredulo, riesci a terminare l’opera. Il tuo piccolo manovale, soddisfatto del risultato finale, si avvia finalmente stanco verso le sue stanze e tu rimani qualche istante solo, in un surreale silenzio, ad ammirare il frutto degli ultimi sforzi della giornata.

Cosa c’entra tutto questo con le azioni? La maggior parte niente, effettivamente, ma c’è un elemento di questo ipotetico scorcio di quotidianità che aiuta a comprendere con semplicità il concetto di azione. Mi riferisco ai mattoncini Lego, unità minime del gioco che, incastrate opportunamente, danno vita a forme complesse di ogni tipo.

Identikit

Anche le azioni, come i mattoncini Lego, sono unità minime di un’entità che prende il nome di società, la quale può avere dimensioni molto diverse: da piccole “imprese di quartiere” fino a grandi corporazioni. Parlando più tecnicamente, un’azione è un titolo rappresentativo di una quota del capitale sociale, ovvero dell’insieme di risorse che più individui hanno destinato al comune esercizio di un’attività imprenditoriale.

Mettiamo che domani tu e il tuo amico di vecchia data Luca, dopo mesi di pianificazione, decidiate finalmente di lanciarvi in quel progetto che vi è tanto caro e che ha riacceso le speranze di dare una svolta decisiva alla vostra vita. Dovendo conferire una veste giuridico-economica al tutto, scegliete la forma della società a responsabilità limitata (SRL) e, per finanziarlo, riuscite a mettere insieme 100.000 euro, 50.000 euro a testa. Siccome, come abbiamo detto, un’azione rappresenta una parte di questo capitale, e questo capitale rappresenta la società nella sua interezza, nel nostro esempio tu ne possiederesti la metà, o per meglio dire, una singola azione che vale il 50%.

Come al solito abbiamo usato una semplificazione per cominciare, perché queste organizzazioni possono raggiungere dimensioni anche molto, molto grandi. E quando questo accade, normalmente assumono la forma di società per azioni (SPA). Grottescamente parlando, potremmo definirle società a responsabilità limitata sotto steroidi, nelle quali, il più delle volte, i partecipanti al capitale sociale sono davvero numerosi. Parliamo di centinaia, migliaia, fino anche a milioni di individui accomunati dal fatto di possedere un pezzo della stessa impresa.

In questo tipo di organizzazioni, l’azione non corrisponde a una quota percentuale variabile ma piuttosto a un’unità minima standardizzata nel suo valore (e anche in altri aspetti di cui per ora non parleremo). In poche parole, riprendendo il nostro esempio, se si trattasse di una SPA, il capitale sociale sarebbe suddiviso in 10 azioni di pari importo (10.000 euro ciascuna), di cui tu e il tuo amico ne possiedereste perciò 5 a testa.

Probabilmente ti chiederai come sia possibile che addirittura milioni di persone possano diventare comproprietarie di un’impresa. Stai cioè pensando: se quando io e Luca siamo diventati soci della nostra SRL, per formalizzare il tutto ci abbiamo impiegato quasi una mattinata dal Notaio, come si può riuscire a farlo in così tanti? Un fattore importante, come sempre quando si tratta di fare le cose in grande, è proprio la standardizzazione, ma ciò che fa la differenza sono il luogo e il modo in cui le azioni di queste SPA vengono messe in circolazione prima e scambiate poi.

E qui entrano in gioco le famose Borse Valori. Nell’eventualità che, anche solo per l’uso delle maiuscole, ti sia balenato il sospetto che non parlassi di qualche prezioso accessorio della tua compagna, siamo già a buon punto nella curva d’apprendimento. Scherzi a parte, ci sono molte probabilità che tu abbia già sentito parlare di Borsa; è praticamente impossibile il contrario. Ogni volta che ascoltiamo il telegiornale, per esempio, in TV o per radio, puntualmente ci imbattiamo in qualche minuto di commenti sul suo andamento quotidiano, che in buona sostanza si risolvono nell’indicazione di una percentuale positiva o negativa, con qualche strana parola di contorno.

O la Borsa o la vita

Cosa sono veramente queste Borse? Non sono altro che mercati virtuali altamente tecnologici, vigilati da Autorità pubbliche, all’interno dei quali ci sono regole precise per l’accesso e la partecipazione. Al solito, senza entrare troppo nel tecnico, chiariamo i concetti fondamentali. È come se tu ti recassi al mercato di quartiere del sabato e, invece delle consuete merci sui banchi dei commercianti, trovassi tanti mattoncini Lego di colore differente, ognuno con il nome di una famosa società stampato sopra: “Google”, “Facebook”, “Coca Cola”, ecc. Scegli quello che più ti piace, lo compri e ti porti così a casa un pezzo di quell’impresa.

Pensaci un attimo, non è molto diverso da quello che accade quando acquisti oggetti comuni (o anche servizi). Alla fine, ti porti a casa un prodotto di una determinata industria, qualcosa che è stato pensato, sviluppato e fabbricato dalla stessa e che è passato per i suoi magazzini. Una differenza c’è, però, ed è rilevante. Passando dall’essere semplici consumatori di prodotti al diventare veri e propri proprietari di queste unità minime standardizzate chiamate azioni, diventiamo noi stessi parte delle grandi aziende che abbiamo citato, così come i tanti mattoncini Lego messi insieme diventano il grattacielo del nostro esempio.

Nuovo o usato semestrale?

Nella realtà dei mercati borsistici, grazie alla tecnologia, questo processo avviene in modo semplice e veloce. Si accede alle piattaforme dedicate, si ricerca l’azione di interesse, si verifica il prezzo, si avanza un’offerta e, se va a buon fine, il gioco è fatto. Per questo motivo, dicevo che se è possibile che alcune società al mondo abbiano addirittura milioni di soci, gran parte del merito è da attribuire alle Borse. Oggi, grazie a un computer e a Internet, si può accedere al mercato mondiale con pochi click. E se a questo associamo procedure e meccanismi smart, chiunque può ottenere un piccolo pezzo di Amazon!

Si tratta di una dinamica continua, nel senso che in ogni momento è possibile fare operazioni in Borsa. Certo, così come avviene per gli esercizi commerciali, ci sono degli orari di apertura e di chiusura durante i quali si svolgono le contrattazioni, ma a parte questo è sempre possibile operare senza particolari limiti. In altre parole, se diventassi socio di Amazon oggi e domani decidessi di liquidare la mia partecipazione, potrei farlo; così come, se invece decidessi di detenere quell’azione per 20 anni, sarei libero di farlo senza che nessuno possa costringermi a liquidare l’investimento.

È importante precisare che lo scambio avviene sul mercato dell’usato, per così dire, anche detto mercato secondario. Ovvero, normalmente, quando si acquistano azioni in questo modo, il precedente proprietario è qualcuno che, come noi, aveva a sua volta comprato l’asset da qualcun altro. Quando noi comuni mortali ci muoviamo su questo terreno, infatti, nella maggior parte dei casi non compriamo l’auto nuova dal concessionario, che nel nostro caso è la SPA che emette le azioni, ma al più un buon usato semestrale.

Sì, perché tolto il caso in cui tu sia tra i soci fondatori di un’impresa che si è poi quotata su una Borsa Valori (e se così fosse non saresti qui a leggere queste righe), con ogni probabilità potresti diventarne parte solo a patto che uno dei soci originari decida di vendere le sue azioni. In realtà, accade anche che la SPA decida di aumentare il proprio capitale sociale emettendo nuove azioni. Quindi, se fino a un certo momento una data società era in mano a 10 persone, ognuna delle quali aveva sottoscritto una singola azione del valore nominale di 10.000 euro, con un capitale sociale complessivo di 100.000 euro, può emettere altre 10 azioni standard da 10.000 euro l’una per aumentare le risorse disponibili. Così facendo, il capitale sociale crescerebbe fino a 200.000 euro e l’impresa otterrebbe nuova liquidità per lo sviluppo dell’attività.

Gli asset di nuova emissione potrebbero essere acquistati dai precedenti soci in parti uguali, che così arriverebbero ad avere 2 azioni a testa, oppure, se questi non fossero interessati, da nuovi investitori desiderosi di unirsi alla festa.

Quando si tratta di SPA di grandi dimensioni quotate su mercati regolamentati, il processo che abbiamo appena descritto assume proporzioni notevoli, con emissioni di un numero cospicuo di nuove azioni (mediamente). Senza scendere troppo nel dettaglio, è importante sapere che queste vengono acquistate attraverso specifiche procedure da grandi investitori, perlopiù, come fondi o banche. In questo mondo, insomma, l’uscita dalla concessionaria a bordo di un “auto nuova di zecca” è una prerogativa di pochi privilegiati.

Da notare poi che solo in quest’ultimo caso, trattandosi di emissione sul mercato primario, le finanze utilizzate per l’acquisto finiscono direttamente nelle casse della società. Sul secondario, invece, il prezzo della vendita è incassato dal soggetto che fino a quel momento era proprietario dell’azione. Il che ci aiuta a comprendere perché le oscillazioni quotidiane del valore di mercato dell’asset non abbiano impatto diretto sui risultati economici della società emittente (tolto il caso particolare in cui detenga parte delle sue stesse azioni).

Liquido è meglio

Prima di concludere, voglio farti notare un’importante proprietà di questi speciali mercati, legata a doppio filo alle caratteristiche che abbiamo descritto finora: grandi volumi, accessibilità, velocità, standardizzazione conferiscono un elevato grado di liquidità alle Borse Valori.

E cosa si intende per liquidità? Ci si riferisce principalmente al fatto che i beni scambiati all’interno hanno una quotazione in tempo reale costante e processi di scambio celeri ed efficienti. Se, ad esempio, a un certo punto decidessi di vendere le mie 10 azioni di Google, dal momento in cui immettessi l’ordine di vendita sulla piattaforma del mio broker passerebbero pochi secondi prima di concludere l’operazione. Esatto, non hai capito male: si tratta proprio di qualche istante soltanto.

Per comprendere immediatamente quanto questo sia vantaggioso per i partecipanti, pensiamo a ciò che avviene in campo immobiliare. Abbiamo parlato di questo asset nell’introduzione e abbiamo visto come possa essere utilizzato anch’esso per investimenti finanziari. Mettiamo che tu abbia comprato un immobile a buon mercato e ora lo voglia rivendere a una cifra più alta per speculare sulla differenza, così come faresti con un’azione.

In questo caso, però, sin da subito avresti già un problema da risolvere: qual è il giusto prezzo di mercato? Non essendoci un luogo in cui questi beni sono quotati costantemente e in tempo reale, dovresti prima di tutto assoldare un esperto che, al netto di una serie di analisi sullo stato di fatto del tuo bene, nonché del territorio in cui si trova, possa determinare un prezzo di vendita corretto. Questo naturalmente richiede tempo.

Ma è solo il primo passo. Fatto questo, il bene deve essere anche visionato da un tecnico per stabilire che tutto sia in ordine e non ci siano problemi di sorta: allineamento catastale, assenza di abusi, attestazione energetica valida, insomma, una serie di passaggi burocratici non da poco.

Finalmente, smarcati tutti i passaggi, riesci a piazzarlo, così ti appresti a formalizzare la vendita e a incassare. Anche quest’ultima fase si rivela però tutt’altro che lineare, con il compratore che deve aspettare le pratiche per il mutuo della propria banca, il Notaio che comincia a chiederti una serie infinita di documenti e poi, se tutto va liscio, una mezza giornata per concludere il tutto presso con il rogito.

Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro per capire quanto sia vantaggioso poter contare su un elevato grado di liquidità del mercato!

Conclusione

Bene, fin qui abbiamo capito insieme che le azioni non sono altro che entità astratte standard che rappresentano un pezzo della società che le emette, proprio come un grande grattacielo fatto di Lego è composto da tanti piccoli mattoncini uguali, ognuno dei quali può avere un differente proprietario. Abbiamo poi appurato che il luogo deputato allo scambio di questi asset è un mercato altamente efficiente e liquido, cosa che contribuisce notevolmente alla loro grande diffusione.

Abbiamo insomma sviscerato la natura delle azioni e perciò ora siamo pronti a vedere, nel prossimo articolo, come queste entità così astratte possano contribuire ad aumentare concretamente la nostra ricchezza.

Stay tuned!

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