9. Pianificazione e asset allocation: investire con consapevolezza – prima parte

Disclaimer: i contenuti hanno finalità informativa generale e non costituiscono raccomandazioni e/o consigli personalizzati. Investire comporta rischi di perdita.

7–11 minuti
  1. Introduzione
  2. Indovina chi
  3. Risky business
  4. Dove sei diretto?
  5. Quanto tempo hai a disposizione?
  6. Conclusioni

Introduzione

Innanzitutto, ben ritrovato. Mi fa piacere vederti ancora qui a cercare di migliorare le tue conoscenze e sviluppare maggiore consapevolezza finanziaria. Nell’ultima tappa del nostro percorso, abbiamo visto da vicino come si comporta un ever green dei portafogli di investimento: il 60/40. È stata un’occasione utile per comprendere più concretamente sia quali sono le potenzialità dell’investimento di lungo termine, sia quali sono le metriche principali a cui riferirsi per analizzarne l’andamento.

Abbiamo chiuso l’approfondimento lasciandoci con un pensiero fondamentale. Il 60/40 è solo una delle infinite soluzioni percorribili. Il portafoglio perfetto è quello che più si adatta alle esigenze personali. Come in altri campi, la chiave sta nel fare scelte coerenti con noi, con la nostra vita e con i nostri obiettivi. In questo articolo, ci concentreremo proprio su quest’importante fase preliminare, esplorando i passi da compiere verso una pianificazione finanziaria ottimale.

Indovina chi

Per partire con il piede giusto, bisogna fare una sorta di “check-up” finanziario. Pensa al tuo ultimo viaggio avventuroso. Intendo quello che ti ha fatto vivere momenti di adrenalina pura, vero e proprio panico a tratti; ma nello stesso tempo ti ha riempito la memoria (sia la tua che quella del telefono) di ricordi incredibili. Probabilmente, durante il percorso, avrai anche affrontato tappe particolarmente sfidanti, in cui l’errore non è ammesso. E per uscirne alla grande avrai considerato preliminarmente una serie di aspetti. La strumentazione da portare con te, il tempo totale a disposizione, quale grado di rischio assumere per poter raggiungere determinate destinazioni. In una sola parola: pianificazione.

Manco a dirlo, nel fantastico mondo degli investimenti finanziari le “regole di sopravvivenza” impongono che si faccia la stessa cosa. Prima di tutto è necessario stabilire l’orizzonte temporale, l’obiettivo che si vuole raggiungere, nonché il livello di rischio che, in base alla propria personale attitudine, si è disposti ad accettare.

E allora iniziamo proprio da qui.

Risky business

Il tema del rischio credo sia quello più sentito dall’investitore medio retail. Soprattutto in Italia. Diciamo che, storicamente parlando, non siamo uno di quei popoli particolarmente avvezzi a mettere in gioco la propria pelle. Dalle nostre parti, al contrario, c’è più la tendenza a vivere una vita tranquilla, in relativa sicurezza. Non fraintendetemi per favore; non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Era solo per dire che, nei grandi numeri, il nostro approccio sul punto è ben diverso da quello di altre nazioni; come quella americana ad esempio, dove invece vale forse il contrario.

Siamo infatti i figli dei BTP. Quelli che, vivendo, consumando e lavorando in Italia, investono anche tutti i propri soldi nelle obbligazioni del Bel Paese. Parleremo più tardi di quanto questa scelta sia in realtà pericolosa. Per ora, volevo solo mettere in luce il fatto che, per tanti, il maggior grado di rischio assumibile è quello proprio dei bond governativi emessi da un Paese ad economia sviluppata. In poche parole, la nostra filosofia di vita applicata al mondo degli investimenti.

Ad ogni modo, non tutti sono disposti a sostenere lo stesso livello di rischio. Questo è certo. La tolleranza è una questione strettamente personale e dipende dal carattere, dalle esperienze e dai mezzi economici a disposizione. C’è chi dorme sonni tranquilli solo con investimenti prudenti, come i figli dei BTP appunto, e chi invece accetta la volatilità del mercato azionario in cambio di potenziali maggiori guadagni.

Non è una questione fine sé stessa. Voglio dire, chi rischia di più alla ricerca di ritorni importanti, non agisce in questo modo solo per manifestare una parte della propria personalità. Il rischio è parte integrante dei mercati. Senza rischio, non potrebbe esistere alcuna “ricompensa economica” per l’investitore. O meglio, sarebbe solo minima, come quella riconosciuta dagli strumenti più sicuri, che difatti vengono definiti risk-free. Quando l’obiettivo è di ottenere una remunerazione più grande, è necessario passare da un maggior grado di incertezza, accollandosi variabilità.

Perciò, la saggezza popolare condensata nel detto “vuoi la botte piena e la moglie ubriaca” vale anche qui. Non è pensabile voler ottenere rendimenti superiori alla media senza fare altrettanto sul versante del rischio.

Un metodo molto efficace per renderti conto, numeri alla mano, qual è il tuo personale grado di tolleranza, è pensare alla maggior perdita di valore del tuo capitale che potresti accettare. Una sorta di semplice stress test: ipotizzando di attraversare una crisi importante, saresti in grado di gestire un calo del 50%? No? Allora del 40%? Ancora troppo? Dal 30% al 20%? Meglio? Ipotizza proprio l’ammontare dei tuoi risparmi, che può essere un numero più o meno concreto, e riducilo di queste percentuali. Ovviamente, più è grande il calo considerato, più parliamo di eventi storicamente rari. Sarebbe più corretto dire eventi rari, ma meno di quello a cui si potrebbe pensare. Visti i dati passati, durante una vita da investitore, potrebbe accadere di vivere anche 2/3 crisi molto importanti, con diminuzioni di quasi il 50% o anche oltre.  

Purtroppo per noi, la prossima crisi arriverà, nessuno può prevedere quando, ma succederà. L’economica e i mercati finanziari sono ciclici, il passato si ripete ancora e ancora. Magari per motivi diversi e con effetti differenti, ma accadrà nuovamente. Quindi, la cosa migliore che possiamo fare è prepararci a questo per non farci cogliere di sorpresa. Il primo passo è proprio quello di settare correttamente il proprio personale livello di rischio. In questo modo, quando lo scenario peggiore si realizzerà, l’impostazione del portafoglio prescelta, se tutto va bene, ci terrà indenni da perdite altrimenti inaccettabili.

Dove sei diretto?

Un altro importante passaggio da compiere sta nella definizione degli obiettivi personali. I motivi che ci spingono ad investire possono essere moltissimi. C’è chi lo fa in maniera strumentale per realizzare uno scopo a cui si attribuisce ancora più importanza. E visto che siamo in Italia, cos’altro può essere se non l’acquisto della prima casa. Alle nostre latitudini è l’investimento con la “i” maiuscola, quello che in termini di rendimento non è certo il migliore, ma ti dà qualcosa che nessun’altro può darti: un tetto sotto il quale vivere.

Oppure potresti essere uno di quei tipi particolarmente lungimiranti il cui motto è: prevenire è meglio che curare. E perciò, consapevole della situazione tutt’altro che rosea del sistema pensionistico italiano, vuole crearsi una fonte di reddito integrativa su cui poter contare nel momento in cui si sarà ritirato dal mondo del lavoro. Una seconda pensione, insomma, che possa permettere non solo di vivere dignitosamente, ma, magari, di mantenere lo stesso tenore della fase precedente.

O ancora, potresti volerlo fare per… investire. Senza nessun obiettivo dichiarato cioè, ma semplicemente perché, in ogni caso, ti rendi conto che è la scelta finanziariamente più intelligente da fare, soprattutto sul lungo termine. Difatti, l’euristica più corretta è pensare in senso negativo: c’è qualche motivo ragionevole per cui in questo momento è meglio non investire i tuoi soldi?

Non è una domanda retorica. Voglio dire, di ragioni legittime per cui non farlo ce ne potrebbero essere diverse. Penso ad esempio alla situazione di chi, avendo poche risorse liquide disponibili, ha la necessità di affrontare una spesa di una certa entità, come l’acquisto di una nuova automobile. Oppure di chi, ha sì accumulato denaro e continua ogni mese a metterne da parte, ma lo fa per creare la provvista necessaria a comperare una casa nel breve termine. E poi, a prescindere da uscite come queste, bene o male prevedibili, si potrebbero avere esigenze di flessibilità. Mi riferisco, per capirci, alla situazione di un giovane lavoratore in carriera, che potrebbe passare anni a fare il nomade, spostandosi da un luogo all’altro. Evidentemente, in questo caso è strategico poter contare su risorse liquide prontamente disponibili; risorse che consentono di poter affrontare con velocità i necessari cambiamenti.

Quanto tempo hai a disposizione?

Un’altra questione di grande importanza è il tempo. E anche qui le configurazioni possono essere infinite. Si va da quelli che non riescono nemmeno a concepire un orizzonte superiore a qualche mese, a chi, al contrario, rimane investito una vita. Ora, a prescindere da quale sia l’opzione oggettivamente migliore per massimizzare i rendimenti, qui il punto è piuttosto stabilire entro quanto avrai necessità di riavere il tuo denaro. Gli obiettivi di cui abbiamo parlato prima potrebbero dover essere raggiunti in un lasso di tempo più o meno lungo.

Se prendiamo chi investe per investire, nella maggior parte dei casi, lo scopo principale sta nel lunghissimo termine. Per queste persone, il fatto di canalizzare una parte del proprio reddito sui mercati è un’abitudine come un’altra. Non c’è una spesa programmata o una necessità futura (e conosciuta) da affrontare, per la quale si ha il bisogno di riavere indietro il capitale (oltre ai frutti fino a quel momento maturati chiaramente). Lo si fa per decenni e, solo in età più o meno avanzata, quando l’interesse composto ha avuto modo di esplicare appieno i suoi effetti, si comincia ad attingere da queste riserve per le esigenze di vita. Si tratta del terreno fertile sul quale far lavorare anche le strategie più aggressive. Tendenzialmente, infatti, il tempo permetterà di attraversare le fluttuazioni del mercato senza troppi timori.

Al contrario, se l’obiettivo è quello di cambiare macchina alla fine dell’anno, ad esempio, il lasso a disposizione è molto breve. C’è bisogno di qualcosa che al più dia uno spunto ulteriore ai risparmi, mantenendo un alto livello di liquidità, in modo da poterli riavere velocemente al momento opportuno. Qualcosa che non faccia guadagnare chissà quanto, ma che garantisca stabilità nel valore e, al contempo, un po’di remunerazione. Sarebbe consigliabile, insomma, evitare di impiegare la maggior parte delle risorse disponibili in azioni, la cui volatilità è maggiore rispetto ad altri asset. Altrimenti, quando si procederà alla liquidazione, ci sarà una maggior probabilità di incorrere in una perdita.

Conclusioni

Siamo così arrivati alla fine di questa prima parte del nostro approfondimento sui principi della pianificazione finanziaria, fondamentali per strutturare un portafoglio che ci rispecchi. Abbiamo visto come la tolleranza al rischio, gli obiettivi personali e il tempo a disposizione siano elementi chiave nella costruzione di una strategia d’investimento. Ogni passo fatto in questa direzione è come una tappa di un viaggio ben pianificato; gli imprevisti si affrontano con maggiore serenità, perché tutto è stato preparato con attenzione.

Nel prossimo appuntamento entreremo nel vivo delle strategie di asset allocation con esempi concreti, svelando come questi concetti possano tradursi in scelte tangibili. Vedremo, insomma, come i vari ingredienti possono combinarsi per costruire una ricetta d’investimento su misura per noi.

Stay tuned!

Grazie per aver letto questo articolo. Se hai domande o desideri condividere le tue esperienze, lascia un commento qui sotto. La tua opinione è importante!

Invia la tua richiesta

Se ti serve supporto per impostare strategie solide, scrivimi. Partiamo da obiettivi, vincoli e rischio; poi applichiamo metodo quantitativo e una cornice comportamentale per ridurre errori ricorrenti e rendere le decisioni più disciplinate.

Nota: le informazioni condivise sono di natura generale; eventuali valutazioni operative richiedono le verifiche e la documentazione previste.

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨